venerdì 25 febbraio 2011

LA LEGGE SUI MIGRANTI VOLUTA DA LEGA E PDL E' UN FALLIMENTO

UNO SPECCHIETTO PER GLI ELETTORI DELLE DESTRE... (giudizio dell'ambasciatore Usa):
"Le norme severe sui migranti servono solo per mantenere il consenso interno: in realtà "quelli che arrivano via mare in Italia sono meno del 15 per cento dei migranti irregolari. Tutti gli altri entrano via terra e via aerea, con i visti turistici, e si trattengono oltre la loro scadenza: incoraggiati dai permeabili confini" dell'Italia e e dal fatto che «la maggior parte dei mandati di espulsione non è eseguita a causa di una mancanza di risorse». L'amministrazione della destra Usa (al tempo del governo Bush) concordava che le misure della Lega contro gli immigrati fossero solo fumo negli occhi per conquistare il voto degli italiani: "Le dure critiche dell'amministrazione Usa verso la politica del governo Berlusconi devono però -secondo le indicazioni della Casa Bianca- mantenute segrete perché Washington ha interesse a legittimare in pubblico il «vanitoso e comico» inquilino di Palazzo Chigi", in modo da ottenere tutti i suoi obiettivi: dai soldati in Afghanistan alle basi militari sul nostro territorio, dalla rottura dei rapporti con l'Iran a migliori rapporti con Israele"... Insomma più debole è il governo di B. e più facile sarà ottenere dall'Italia "obbedienza" verso gli Usa. ... POVERA ITALIA

25 MARZO - SCIOPERO DELLA SCUOLA E DEL PUBBLICO IMPIEGO

lunedì 20 dicembre 2010

Merito a scuola e Confindustria





Ogni operazione di valutazione, che per sua natura è fondante di una norma (nel duplice significato giuridico-filosofico e geometrico-politico), per non essere mistificatoria e quindi inerentemente mendace e regressiva dovrebbe esplicitare quale sia il sistema di valori a cui fa riferimento, così come dovrebbe esplicitare la classe di oggetti a cui viene applicata.
L’annuncio del Ministro Gelmini di voler procedere alla sperimentazione in alcune provincie di procedure di valutazione delle scuole e di premialità dei docenti “migliori” ricade a nostro giudizio proprio in questa categoria, delle operazioni politiche dal significato ambiguo e pertanto “pericoloso”, poiché, ricordando il Kant della Pace perpetua, tutto ciò che non può essere dichiarato pubblicamente è eticamente ingiusto.
Il fatto poi che questi progetti siano stati elaborati dalla Fondazioni, Agnelli, San Paolo e Treelle e che i risultati verranno monitorati da un Comitato tecnico scientifico nel quale la presenza di esponenti della Confindustria e del pensiero aziendalista è rilevante (Barzanò Giovanna, Biondi Giovanni, Bottani Norberto, Cappello Giancarlo, Cosentino Giuseppe, Gallegati Paola, Gavosto Andrea, Gentili Claudio, Ichino Andrea, Israel Giorgio, Oliva Attilio, Poggi Annamaria, Ribolzi Luisa, Zen Giovanni), svela la pericolosità dell’operazione.
Il primo progetto si propone di valutare le scuole medie delle provincie di Pisa e Siracusa in base ai risultati dei test Invalsi ed è stato elaborato dalla Fondazione Agnelli. Alle scuole che si collocheranno nella fascia più alta sarà assegnato un premio (fino ad un massimo di 70mila euro). L’uso dei test Invalsi che sono strumenti di valutazione di competenze specifiche Induce a pensare che non si intenda sostenere il compito fondamentale della nostra scuola come Istituzione che primariamente ha il compito di formare il cittadino. Non si valutano le conoscenze storiche, non si considera l’impegno civico di scuole e studenti, non si contestualizzano i risultati rispetto all’ambiente in cui operano le singole scuole. Si terrà conto nel valutare i risultati solo dei risultati medi o anche della variabilità, ovvero dell’impegno della scuola per ridurre le differenze tra gli studenti ?
Per finire nulla si propone per quelle scuole che evidenziassero difficoltà di apprendimento degli alunni: se si attribuiscono risorse aggiuntive agli istituti che presentano le performances migliori, le differenze nei risultati degli alunni degli uni e degli altri aumenteranno. Ciò acuirà ancora di più uno dei problemi del nostro sistema scolastico; secondo la ricerca PISA la gran parte della variabilità nei risultati è dovuta nel nostro paese alle differenze tra le scuole e non dentro le scuole.
Il secondo progetto, che è stato elaborato dalle Fondazioni San Paolo e Treelle, si propone di premiare i docenti migliori attraverso nuclei di scuola composti dal dirigente e due docenti, con il presidente di Consiglio di Istituto come osservatore. La sperimentazione riguarderà tutte le scuole di Torino e Napoli. La valutazione farà riferimento al curriculum e a risultati di indagini riguardanti l’apprezzamento dei docenti da parte dei genitori e degli studenti attraverso indicatori.
Da una parte questo non è altro che la riproposizione del vecchio concorso per “merito distinto” strumento superato 40 anni fa per volontà degli insegnanti. Inoltre la valutazione da parte del Dirigente e di due docenti interni alla scuola, per non parlare della ridicolaggine della presenza del Presidente del Consiglio di istituto, rende assolutamente non oggettiva tale azione e soggetta a rischi di differenze eclatanti fra una scuola e l’altra. Dall’altra la previsione di indagini per rilevare
l’apprezzamento da parte di genitori e studenti costituisce innanzitutto un pesante attacco alla libertà di insegnamento posta a fondamento della nostra scuola dall’art. 33 c. 1 della Costituzione, e rischia di amplificare esageratamente il peso della componente empatica nel comportamento degli insegnanti.
In sintesi da un lato l’azione della scuola viene ricondotta esclusivamente all’adeguamento ad una norma che è rappresentata dai test Invalsi, dall’altro la valutazione della professionalità degli insegnanti si appoggia pesantemente sul “gradimento” da parte dei genitori e degli studenti. Il punteggio nei test Invalsi diventa quindi qualcosa che assomiglia ad un “prezzo” per dare un valore ad un oggetto, “l’educazione”, che è fuori dal mercato, mentre la “customer satisfaction” degli utenti tende ad una omologazione dell’educazione repubblicana ad un qualsiasi prodotto o servizio realizzato su base commerciale.
Il feticismo del mercato, nessuna considerazione critica del suo fallimento testimoniato dall’attuale crisi mondiale, informa quindi, ancora una volta, i progetti del governo Berlusconi e del ministro Gelmini, ed è immediatamente simbolizzato dall’uso di incentivi di tipo monetario, come se questi fossero l’unico strumento capace di suscitare l’energia e la motivazione degli insegnanti.

Bruno Moretto, Giorgio Tassinari, Comitato bolognese Scuola e Costituzione
http://www.iperbole.bologna.it/iperbole/coscost/

mercoledì 15 dicembre 2010

ROMA - Il commento di Sofia Sabatino, Rete degli Studenti, sugli scontri


Sofia Sabatino, portavoce della Rete degli studenti. Ma che cosa è successo  nella città ? Come avete visto voi, che da giorni, settimane e mesi protestate civilmente nelle strade di tutta Italia ed anche a Roma ,questa giornata che, dobbiamo dirlo, è stata drammatica
.

“Quello che ci teniamo a dire è che le mobilitazioni oggi non ci sono state solo a Roma, ma anche in moltissime città d’Italia, dove sono state delle mobilitazioni pacifiche, senza nessun inconveniente. A Roma la situazione era invece molto tesa fin dall’inizio del corteo, perché  la città era stata blindata. Non è stato permesso agli studenti di accedere alle parti centrali della città, dove tutti volevamo andare perché è lì che c’è il simbolo del potere, ed e dove volevamo manifestare il nostro dissenso a questo governo. Questo però non c’è stato permesso, e poi si sono verificati gli atti che si sono verificati. Ci teniamo ovviamente a dire che questa è una parte del movimento che è stata estranea al movimento fino ad oggi. È stata (sempre) tenuta fuori da un movimento pacifico di studenti e studentesse, che si è mobilitato dal primo giorno di scuola e che occupa ormai da tre mesi scuole ed università; che fa continuamente e pubblicamente cortei e manifestazioni pacifiche. Per altro, nel momento in cui si sono verificati questi scontri a Roma, una sostanziosa parte della manifestazione, quasi tutta – appunto – la massa degli studenti, si è spostata da Piazza del Popolo e si è avviati in corteo pacifico verso la sapienza, dove appunto ora siamo a fare una grande assemblea. Per cui, seppure sicuramente c’è stata una grande attenzione mediatica su quello che è successo ( e questo è anche normale), è anche vero che non bisogna assolutamente fraintendere il messaggio che noi volevamo mandare, e che in questi mesi abbiamo mandato a questo Governo (soprattutto al Ministro Gelmini). Non scordiamoci che oggi noi siamo scesi in piazza per sfiduciare questo Governo perché a sbagliato tutto sugli studenti; perché in questo momento c’è in discussione, e sarà calendarizzato al Senato il Ddl Gelmini, che distrugge l’università pubblica. Noi non potevamo non mobilitarci in una giornata importante come oggi. È ovvio però che, essendo un momento particolare, in piazza non c’erano solo gli studenti, per cui non è (nemmeno giusto) che tutte le colpe possano essere addossate al nostro movimento”.


Tra i tanti avversari, tra i tanti interlocutori negativi del vostro movimento, in qualche misura, da oggi potrebbe essercene uno  - tu dici esterno, e sono d’accordo – ma che comunque si aggiunge lo stesso: l’infiltrazione violenta.

“Certo, ma questo c’è sempre stato nei movimenti. È ovvio che nel momento in cui si alza lo scontro ci sia quella frangia di movimento – che tentiamo d’isolare - che poi si alza e prende il sopravvento. Non è una cosa nuova. Ci siamo spesso interrogati sulle formule migliori per portare in piazza il nostro intento pacifico. È ovvio che sia così, com’è vero anche che sono tre mesi che noi facciamo delle mobilitazioni e quello che è successo oggi non è mai successo prima, per cui  io non stigmatizzerei neanche la giornata. Non credo che sia quello il contenuto di questa giornata, deve essere un altro. Nemici del movimento? Direi di no, visto che col movimento questa frangia di persone non c’entrano proprio nulla. Non fanno neanche parte delle nostre scuole o delle nostre università, e quindi è difficile che siano scesi in piazza assieme a noi”.
(da Articolo 21, intervista di Alberto Baldazzi) 
da http://www.articolo21.org/2252/notizia/nei-tg-i-riflessi-di-una-pessima-giornata-dentro.html

giovedì 15 luglio 2010

" 'Ndrangheta, leader della mafie. Ma la politica è ipocrita e corrotta"... intervista a Francesco Forgione, ex presidentecommissione antimafia

«'Ndrangheta, leader della mafie. Ma la politica è ipocrita e corrotta»
di Carlo Magi, dal quotidiano LIBERAZIONE

Oltre 300 arresti, beni sequestrati per circa 60 milioni di euro, manette per Domenico Oppedisano, l'ottantenne considerato il numero uno della 'ndrangheta calabrese, una marea di carte e di azioni sequestrate, una rete di relazioni transoceaniche e un'importante scoperta: la 'ndrangheta si è organizzata con un super capo, una struttura unitaria che decide per tutti e i mandamenti, ossia i territori che le 'ndrine si spartiscono e comandono seguendo le indicazioni dell'organo di vertice. E fra queste regioni c'è la Lombardia. E' il frutto, probabilmente il primo e il più importante, messo a segno ieri dalle forze dell'ordine fra Calabria e Lombardia, dell'indagine "Il Crimine" coordinata dai pm Ilda Boccassini (Milano) e Giuseppe Pignatone (Reggio Calabria). Un'indagine resa possibile dalle intercettazioni telefoniche e ambientali che ha portato alla luce anche due video in cui gli affiliati si ritrovano per decidere gli affari ed eleggere il "maestro generale" e i capi delle 'ndrine. Un primo risultato perché l'indagine si allargherà ad altri campi, soprattutto quello delle infiltrazioni della 'ndrangheta nella politica: sono molti i consiglieri comunali indagati e arrestati per essere affiliati alle cosche. «Tutto questo conferma quello che scrivemmo nel 2008 nella prima relazione della commissione antimafia. Allora molti politici lombardi ci attaccarono dicendo che al Nord la mafia non esisteva. Adesso spero che si ricredano» ne ha per molti Francesco Forgione, ex presidente della commissione antimafia, autore di diversi libri sulla criminalità organizzata e attualmente docente di storia e sociologia delle organizzazioni criminali all'Università dell'Aquila.

-Questi arresti sono un colpo mortale alla 'ndrangheta?
No, sarei cauto ma è comunque un'operazione importantissima per due ragioni: conferma il livello di pervasività in Lombardia e dell'esistenza di una struttura unitaria della 'ndrangheta che non è l'assimilazione di Cosa Nostra ma è un coordinamento di una mafia globale. E' stato certificato che tre oltre alle 3 aree storiche (la costa ionica, Reggio Calabria e Gioia Tauro) la 'ndrangheta ha la capacità di inquinare i territori anche in Lombardia e che anche in Canada e Australia esistono le camere di compensazione, cioè strutture di coordinamento che eleggono i loro capi. Le 'ndrine inoltre sono infiltrate nella politica e nelle istituzioni, indipendentemente dal colore, Lega compresa.

-E hanno il potere di condizionare gli appalti, la sanità, l'economia...
Sì, ed è così da anni. Solo l'ipocrisia di politica e istituzioni non volevano vedere. Quanti oggi esultano per gli arresti vadano a rileggersi la lettera che i sindaci di 3 grossi comuni dell'hinterland milanese scrissero alla nostra commissione per denunciare quanto la 'ndrangheta condizionasse il loro operato. In Lombardia è successo come a Disburg dove si sono accorti della presenza della 'ndrangheta solo dopo la strage. E' l'ipocrisia che fa pensare di potersi prendere i soldi della mafia senza prendersi i mafiosi. E invece succede il contrario. La 'ndrangheta si è trasformata in una grande holding finanziaria e criminale che controlla gran parte delle imprese lombarde, gli appalti per Expo 2015, la Salerno Reggio, il porto di Gioia. La novità è che inizia a controllare anche la politica. E anche la Lega non è esente dalla 'ndrangheta e quanti hanno costruito l'allarme sicurezza sui migranti dovrebbero ricredersi.

-La 'ndrangheta ha sorpassato Cosa Nostra?
Oggi è la mafia più potente su scala globale, al nord è la più ricca ed è il vero leader internazionale della droga. Ha avuto la capacità di cogliere le opportunità della globalizzazione: il passaggio dall'eroina alla cocaina, dove è il referente internazionale di tutti i cartelli e la libertà di far muovere i capitali senza alcun controllo. E' carica di soldi fatti con gli appalti, i sequestri di persona ed è una mafia senza pentiti, essendo costruita sulla famiglia di sangue. Ha seguito una politica di inabissamento e la politica l'ha ignorata. Adesso gli Usa l'hanno messo fra le prime 10 organizzazione trafficanti mondiali e le riservano un trattamento pari ad Al Qaeda.

-Come può lo Stato contrastare tutto questo?
Con norme rigorose di trasparenza abolendo il meccanismo dei sub appalti, del massimo ribasso, cominciando a inserire il reato di autoriciclaggio e invertendo le scelte politiche fin qui fatte: se fai lo scudo fiscale permetti alla mafia di fare denaro pulito. Non bastano gli arresti, serve un intervento. Poi servono messaggi chiari: dopo Brancher e Scajola continuare a mantenere al governo una figura come quella di Cosentino, non porre la questione morale come una discriminante è un messaggio opposto. E anche il Pd è stato timido. Siamo di fronte alla normalità del sistema criminale che via via ha conquistato fette larghe di governo dell'economia, della finanza e della politica con una sovrapposizione sugli interessi pubblici. Siamo oltre i vecchi rapporti fra mafia e politica.

-Invece la 'ndrangheta come può reagire dopo l'operazione di oggi (ieri, Ndr)?
Diciamo innanzitutto che quanto fatto va a merito della magistratura che sta costruendo una volontà di contrasto seria, tanto che la 'ndrangheta ha iniziato a reagire con la bomba al tribunale di Reggio. E' un salto di qualità dell'azione dello Stato e dobbiamo aspettarci una reazione. Se si aggiunge che sono saltati fuori elementi inquinanti dentro le istituzioni e le i carabinieri, le reazioni potrebbero essere di diverso tipo. E' positivo che si sia arrivati a questo ma bisogna andare avanti. Un'ultima annotazione: tutti coloro che oggi sostengono la magistratura milanese e calabrese sappiano che queste indagini sono state possibili grazie a uno strumento prezioso come le intercettazioni telefoniche e ambientali: non ci sono pentiti, ci sono coinvolti funzionari,parlamentari e lo sveliamo grazie alle intercettazioni. Ecco, quelli che oggi esultano abbiano il coraggio di votare contro quella legge.


14/07/2010